About PIPPO.COM
L’origine del nomeHo incontrato per la prima volta la parola PIPPO quando imparavo il BASIC su uno ZX-80, alle scuole medie.
Nella cultura informatica italiana, pippo è da sempre usato come nome provvisorio, variabile temporanea, placeholder: il nostro equivalente locale di foo, bar o foobar. Una variabile metasintattica prima ancora che qualcuno sentisse il bisogno di chiamarla così.
Quindi perché usarla per un dominio?
Perché rappresenta l’inizio stesso dello smanettare, programmare e costruire: dare un nome temporaneo a qualcosa, così che qualcosa di reale possa iniziare a esistere.
Salto in avanti: 1995
Nel 1995 lavoravo come system administrator per uno dei primi Internet Service Provider italiani, dopo un intenso periodo di formazione in Israele presso Xpert UNIX Systems: un’azienda di veri hacker, quando quella parola conservava ancora il suo significato originario e nobile di curiosità tecnica, esplorazione etica e profonda competenza.All’epoca registrare un dominio non era qualcosa di facilmente accessibile a chiunque.
Quando scoprii che pippo.com era ancora libero, lo registrai immediatamente. L’idea era creare una casa stabile per tutto ciò che stavo imparando, scrivendo e condividendo su Internet, cultura UNIX, sistemi aperti e informatica di frontiera.
Gli anni pionieristici: la guida e il primo blog
Fin dall’inizio, PIPPO.COM divenne la casa digitale della Guida a Internet e alla Realtà Virtuale, un progetto divulgativo che scrivevo e aggiornavo continuamente dal 1992 per aiutare a rendere più comprensibile la rivoluzione digitale.
L’obiettivo era semplice: creare un punto di riferimento nel Web italiano per geek, hacker, sysadmin, studenti e curiosi della tecnologia che volevano capire cosa stava succedendo sotto la superficie del nuovo mondo connesso.
Nei primi anni, PIPPO.COM si trasformò anche in uno dei primi spazi personali di pubblicazione in Italia, molto prima che la parola “blog” diventasse comune.
Divenne un hub indipendente di discussione su:
- Linux e software open source;
- libertà digitale, molto prima che diventasse un tema alla moda;
- cultura Internet e cyber-diritti;
- networking avanzato e amministrazione di sistema;
- informatica di frontiera e prime comunità online.
Era un punto d’incontro per persone convinte che capire la tecnologia non fosse solo una competenza professionale, ma anche un dovere civico.
Ancora qui
Negli ultimi trent’anni, PIPPO.COM è sopravvissuto alla bolla dot-com, all’ascesa e caduta dei portali web, ai social network, alle fabbriche SEO, ai feed algoritmici e alla lenta centralizzazione dell’Internet moderno.
È ancora qui.
Ostinato, indipendente, moderatamente obsoleto nei punti giusti, e non particolarmente interessato a diventare l’ennesima landing page lucidata da personal brand. Il web ne ha già abbastanza. L’umanità forse guarirà, ma non in tempi brevi.
L’evoluzione: benvenuti nel personal online OS
Di recente ho ridisegnato PIPPO.COM come un piccolo personal online operating system.L’idea non è solo nostalgia estetica. È una scelta deliberata.
In un web sempre più ottimizzato per farci scorrere, reagire e consumare qualsiasi cosa gli algoritmi decidano di metterci davanti, PIPPO.COM chiede al visitatore di fare qualcosa di quasi sovversivo: digitare, scegliere, esplorare, cercare.
Questo sito è un invito a fare un piccolo sforzo intellettuale e a diventare protagonisti attivi nella ricerca delle informazioni, invece di ricevere contenuti in modo passivo.
Sì, l’interfaccia è insolita.
È proprio questo il punto.
Siete cordialmente invitati ad avviare la console ed esplorare.
Per nostalgici e pigri
Se preferite un approccio più tradizionale, o se la riga di comando vi fa sentire emotivamente insicuri, potete comunque navigare il sito alla vecchia maniera usando la directory principale qui sotto.