pippo.com / me-it
About Marco Iannacone
Marco Iannacone è nato a Milano nell’anno dello sbarco sulla Luna: pochi mesi prima della prima versione di UNIX, due anni prima della prima email inviata da Ray Tomlinson, sette anni prima che Steve Wozniak facesse cose irragionevoli con una CPU da 1 MHz, e quindici anni prima dell’invenzione del copyleft.
Questo, naturalmente, non significa nulla. Però lo colloca in sospetta prossimità storica con diverse tecnologie che avrebbero poi segnato la sua vita.
Marco è un tecnologo italiano, product strategist e independent researcher che lavora lungo due percorsi paralleli: tecnologia enterprise e ricerca applicata ad alto impatto.
Il suo sistema operativo è qualcosa che molte persone probabilmente chiamerebbero neurodivergenza. Lui tende a considerarlo una configurazione hardware: una di quelle che rende difficile mantenere interessi superficiali e rende il deep focus insolitamente persistente.
Questo forse spiega, almeno in parte, come una persona che ha incontrato Internet nel 1991 sia potuta diventare Head of Engineering in Vodafone Group in Germania dieci anni dopo, senza che nessuna laurea in informatica venisse maltrattata durante il processo.
Il filo conduttore è semplice: applicare la tecnologia a problemi che contano, con metodo rigoroso, vincoli reali e risultati verificabili.
EdiTouch 2012–2018 · Educational AI · Psicologia · Open research
Il percorso enterprise e cybersecurity
La carriera professionale di Marco è iniziata nell’era pionieristica di Internet, quando connettere sistemi richiedeva ancora di capire cosa stesse succedendo sotto la superficie. La civiltà ha poi sostituito buona parte di tutto questo con dashboard colorate, cosa comoda e talvolta tragica.
Negli anni Novanta ha contribuito alla costruzione di diversi Internet Service Provider italiani, creato uno dei primi blog italiani, ha lavorato come Technical Editor per importanti riviste italiane di tecnologia, ha partecipato alla diffusione dell’open source, ha mantenuto le FAQ italiane ufficiali di Linux dal 1996 al 1999 e ha collaborato con SuSE Linux GmbH alla localizzazione della distribuzione per il mercato italiano.
Nel giro di pochi anni è diventato Head of Engineering for new products in Vodafone Group in Germania, guidando team internazionali e contribuendo al rilascio di servizi utilizzati da grandi clienti enterprise. Successivamente ha ricoperto il ruolo di Group IT Audit Manager in Vodafone Group, conducendo attività di technology risk assessment e compliance su 21 operating company in Europa, Africa e Asia.
Ha conseguito un Executive MBA presso INSEAD ed è certificato CISM®. Marco ha lavorato in aree che includono internetworking, cybersecurity, governance, enterprise product strategy e applicazioni AI/LLM. Oggi lavora in Fastweb SpA come Senior Product Manager, con focus su AI product strategy e soluzioni B2B di cybersecurity.
Il percorso ricerca e impatto
Nel 2012 Marco ha orientato parte del suo lavoro verso le tecnologie assistive e l’educazione inclusiva.
Ha co-fondato Digitally Different Srl e creato EdiTouch (2012–2018), una linea di tablet educativi progettati in Italia per supportare studenti con dislessia, Disturbi Specifici dell’Apprendimento e Bisogni Educativi Speciali.
EdiTouch non nasceva come un tablet generico con qualche app educativa installata sopra. Era stato progettato come un ecosistema integrato per l’apprendimento, sviluppato con specialisti, insegnanti, famiglie e studenti, e validato attraverso una sperimentazione scientifica che ha coinvolto Servizio Sanitario Nazionale, università, scuole e oltre 400 studenti. Il progetto è stato nominato Gartner Cool Vendor in Education, indicato da European Schoolnet come esempio di innovazione nella didattica inclusiva, e presentato in contesti istituzionali tra cui la Camera dei Deputati.
Marco è inoltre titolare di brevetti internazionali nell’ambito delle tecnologie mobili, dell’interazione con testi digitali e dei sistemi inclusivi per l’apprendimento. Questo non significa che sia diventato un fan del sistema brevettuale moderno. Significa solo che, ogni tanto, le idee utili vanno protette da sistemi meno romantici dell’open source.
Tra tecnologia e scienze cognitive
Nonostante alcuni vecchi articoli online lo descrivano così, Marco non è formalmente ingegnere. Il suo percorso è stato meno lineare, cosa di solito scomoda per i moduli HR e più interessante per il lavoro reale.
Dopo anni passati a progettare, verificare e gestire sistemi tecnologici complessi, il suo interesse di ricerca si è spostato verso un altro sistema difficile: la cognizione umana.
Attualmente è uno studente universitario di ritorno, iscritto al corso di laurea in Psicologia, e svolge attività di ricerca indipendente nell’ambito dell’AI educativa, con particolare attenzione alla qualità del ragionamento, alla metacognizione e alla cognitive safety nel dialogo educativo mediato dall’intelligenza artificiale.
Ha sviluppato L×M×C, un framework aperto per descrivere e valutare il supporto cognitivo e pedagogico offerto dai tutor AI; Proxima ZSP, un tutor maieutico progettato per guidare lo studente attraverso domande e mediazione progressiva senza pensare al suo posto; e SLEF, un ambiente sperimentale basato su studenti simulati, utilizzato per verificare se un tutor AI sappia realmente inferire aspetti rilevanti dello stato cognitivo dello studente anziché limitarsi a produrre risposte pedagogicamente plausibili.
Il filo che collega questo lavoro a EdiTouch è rimasto sorprendentemente stabile: progettare tecnologie che supportino studenti neurotipici, studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento, studenti con Bisogni Educativi Speciali e studenti ad alto potenziale all’interno di un ambiente comune, senza confondere assistenza con sostituzione dell’attività cognitiva.